Quando sentiamo parlare di Internet tendiamo a pensare ad un unico mondo virtuale dove, attraverso l'uso di un computer o di uno smartphone, è possibile usufruire di una infinità di contenuti e servizi, siano questi gratuiti o a pagamento. Internet, tuttavia, non è la sola Rete oggi attiva nel mondo. Di certo è la più conosciuta e, almeno per ora, anche quella più frequentata dagli utenti, “costretti” a servirsene soltanto perché tutti i computer sul mercato vengono commercializzati con un numero pre programmato di TCP/IP che condiziona le nostre scelte. Internet è dunque diventata ciò che sappiamo soltanto perché tutelata da interessi commerciali inimmaginabili che alimentano un business miliardario. Avere accesso alle altre reti Web è comunque possibile, per aggirare il monopolio basta programmare in modo differente il TCP/IP del proprio Pc.Tale procedura, che richiede delle conoscenze tecniche approfondite, e che necessita degli indirizzi dei server che si vogliono raggiungere, permette di usufruire, oltre che della classica Icann root, comprendente 267 domini di primo livello, anche della root Cesidiana (25 domini di primo livello), della root cinese (3 domini di primo livello), di quella araba (4 domini di primo livello), e della root dell'i-DNS.net (19 domini di primo livello). Con il passare degli anni sono stati sviluppati anche altri sistemi di namespace alternativi, con un proprio insieme di root nameserver in contrapposizione a quelli sopra citati, ma nessuno, per motivi principalmente commerciali, è stato mai riconosciuto dall'Icann.Lo stesso colosso del Web Google starebbe lavorando ad una propria Internet che, sostengono i ben informati, sarebbe stata ribattezzata “Googlenet”. "Google - stando a quanto riportato non molto tempo fa sul London Times che avrebbe raccolto le rivelazioni di un anonimo editore online - è pronto a lanciare la propria rete privata, completamente gestita da server propri". Per il Times, un partner di Google avrebbe già avviato le trattative per "la fornitura di contenuti originali all'Internet alternativa fornita dal motore di ricerca". Il lancio ufficiale avverrà con la commercializzazione dei Google Cube, i computer ultra economici (si ritiene meno di 100 dollari a terminale) che l'azienda equipaggerà con il proprio sistema operativo e con tutto il corredo software necessario per le telecomunicazioni digitali. Nessuna conferma dal portavoce del colosso Mountain View che comunque non ha neppure smentito le voci: "Non siamo autorizzati a parlare di progetti non ancora lanciati".Anche il Cern ha una propria Internet - Sebbene ai non addetti ai lavori sia dato sapere ancora poco sul futuro delle “nuove Internet” è ormai quasi certo si avranno degli sviluppi interessanti già nei prossimi mesi. L'Icann, evidenziando possibili problemi di sicurezza e possibili devastanti conseguenze per l'economia mondiale, cercherà ovviamente di ostacolare la nascita delle nuove reti e tenterà di mantenere così il controllo esclusivo dei root-server.Esiste comunque almeno una rete Internet parallela autorizzata e perfettamente funzionante. Si tratta della “Lhc Computing Grid” e, costituita interamente da cavi in fibra ottica, connette oggi 55mila server distribuiti nei più importanti istituti di ricerca del Cern. L'infrastruttura di rete, tecnologicamente molto avanzata, non presenterebbe i limiti della nostra Internet: nessun collo di bottiglia e copertura a maglia che garantisce un flusso nel trasferimento dei dati all'incirca 10mila volte più veloce di quello fruibile nelle normali connessione casalinghe. La Rete è ovviamente inaccessibile alle masse e viene usata esclusivamente per lo scambio di enormi quantità di dati provenienti dagli esperimenti che si stanno svolgendo nell'acceleratore di particelle denominato Large Hadron Collider (LHC).Come accadde per Arpanet, la versione militare di Internet creata nel 1969 dalla Darpa, l`agenzia americana per i progetti di ricerca avanzata, anche la Lhc Computing Grid del Cern prima o poi potrebbe esser messa a disposizione dell'intero pianeta. “Quando questo accadrà - ha commentato Tony Doyle, responsabile tecnico del progetto - la nuova rete porterà cambiamenti enormi nella società, nella scienza e negli affari. La storia di Internet è una prova di come non sia possibile prevedere quale sia il reale impatto ma già sappiamo che, qualunque esso sia, sarà enorme”.
Foto
Fonte: Tiscali